Autore: Tiziana

Cuore

art by Tiziana Gissi

Se sotto un cielo
Di cobalto
Un poeta piange

Una pioggia di stelle dal cielo gli fa compagnia 
Fino all’ alba.
L’ aurora che nasce
Lo bacia dolcemente
Sul viso
E ammicca guardando
La vita che scorre.
Vai poeta,
Il tuo cuore soffre
Ma oggi qualcosa accadrà, vedrai
Asciugherà le tue lacrime,
Ti ridarà indietro il sorriso,
non dolerti ancora
Sorridi,
Perché la vita ti ama.

Scritta da Vera

La piccola lucciola

art by Tiziana Gissi

In un tempo lontano lontano vicino al lago tranquillo sorgeva il castello di cucurucù abitato dalla strega cattiva che si chiamava Trespolo.

Anche una piccola lucciola viveva felice in riva a quel lago.

Tutti la conoscevano e le erano amici, i fiori, le farfalle, gli uccellini, le fate ed i folletti del bosco. Ma… c’era un ma, una volta l’anno la strega Trespolo si recava al castello per preparare i suoi filtri magici.

Trespolo, come tutte le streghe, era dispettosa e cattiva. E tutti coloro che abitavano in riva al lago dovevano sopportare le sue angherie ed i suoi dispetti.

Questa volta a bordo della sua carrozza volante trainata da pipistrelli giganti oltra al gufo malefico ad al serpente strisciante, aveva portato anche il drago sputafuoco che, mentre la strega era intenta a preparare i suoi intrugli approfittava per andare in giro sulla riva del lago tranquillo disturbando con il suo fumo tutti quelli che incontrava. Tra gli altri anche la piccola lucciola che tante volte era riuscita a fuggire prima di essere sporcata dal fumo del drago.

art by Tiziana Gissi

Quel giorno sputafuoco era più dispettoso del solito buttava fumo ogni secondo e questa volta la piccola lucciola non riuscì a ripararsi e venne imbrattata senza pietà. Lucciolina piangendo si rivolse a lui dicendogli: Drago, perché sei cosi cattivo, hai sporcato le mie alucce ed io adesso non potrò più volare e diffondere la mia luce, povera me, povera me.

Lucciolina per la vergogna corse a nascondersi sotto una rosa muschiata che le chiese: Ma dove ti sei rotolata lucciolina? Nella polvere? Lucciolina le rispose tra i singhiozzi: no amica mia è stato il drago sputafuoco che mi ha sporcata con il su fumo nero.

Lucciolina piange disperata e chiede aiuto ai fiori, alle farfalle, all’arcobaleno perché le regalino un po’ dei loro colori, ma la fuliggine che la ricopre è spessa e non su può fare nulla.

Allora lucciolina si nasconde tra l’erba e piange.

Passa di là un folletto del bosco, la sente piangere, le si avvicina e le chiede il motivo di quel pianto. Lucciolina gli racconta che il drago con il suo fumo nero ed appiccicoso l’ha ridotta cosi. Il folletto le dice che le terrà compagnia finché vorrà.

Passano i giorni e Lucciolina sempre più triste, è seduta sotto una campanula.

D’un tratto la bella fata Confetto che passava di la le si avvicina e le chiede perché sia così triste. Lucciolina allora, le racconta che a ridurla così è stato il drago, amico della strega che abita nel castello in riva al lago Tranquillo. E che cosi imbrattata non può più volare e diffondere la sua luce.

La fatina sorridendo le dice: Non disperarti, adesso di aiuterò io. Per prima cosa liberiamo il castello dalla strega e dal drago e cosi con un colpo di bacchetta magica scaraventa l’una e l’altro in fondo ad un burrone. E li ricopre di roccia. Poi chiama gli uccellini e farfalle perché immergano lucciolina nelle acque del lago, tenendola sospesa delicatamente perché non anneghi.

Così lucciolina torna pulita e lucente com’ era prima. Adesso il castello incantato poteva ospitare fate, folletti uccellini e farfalle.

La gioia e la riconoscenza verso la fata e il lago erano infinite, Lucciolina li ringraziò e promise al lago che per riconoscenza lo avrebbe illuminato per sempre.

Tu mi hai lavato con amore, gli disse: e con amore t’illuminerò per sempre.

Questa favola c’insegna che se alcuni non vogliono e non possono aiutarci. Troveremo sempre qualcuno che lo farà. E a questi dovremo essere grati per sempre.

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Tu

Art by Tiziana Gissi

Tu….
Tu, tu, tu
Sempre e dovunque
Nella mia mente,
Nel mio cuore.
Vorrei strappati dalla mia mente
E dal mio cuore 
Ma non posso,
E non voglio,
Sei la mia droga,
Terribile, dolcissima 
Droga

Le tue braccia che mi stringono,
La tua bocca che mi copre di baci,
E poi carezze, carezze
Come una pioggia di stelle sul mio capo, sul mio corpo,
Dolci piccole parole,
Sussurrate all’ orecchio
Il tuo cuore che batte contro il mio,
Bussa per farsi aprire,
E chiede amore,
È una poesia che non ha tempo l’ amore

C’era una volta

art by Tiziana Gissi

La piccola Bea viveva in montagna.

La sua vita trascorreva serena con il variare delle stagioni, certo l’autunno e l’inverno erano pesanti da sopportare, ma quando giungeva la primavera tutto si trasformava, ed allora la gioia s’impossessava del suo piccolo cuore. Per andare a scuola doveva percorrere un lungo tratto di cammino tra i sentieri appena accennati e con la neve ed il freddo pungente c’era poco da divertirsi. Bea amava andare a scuola ed aveva ripromesso a se stessa che avrebbe continuato a studiare fino a quando avesse conseguito una laurea.

Era una bambina che si interessava a tutto, attenta e giudiziosa, in casa era l’ultima di cinque figli e l’unica femminuccia. Erano gli anni cinquanta, reduci da un grave conflitto, ma orgogliosi di una splendida ripresa economica. Il paese cominciava a rinascere. Un giorno era andata con la scuola ad uno spettacolo teatrale.

Gli insegnanti avevano accompagnato le scolaresche a teatro dove avrebbero assistito al balletto “Lo schiaccianoci”.

Bea era trepidante, amava la danza ed avrebbe voluto realizzare il suo sogno, diventare “l’etoile” di un grande teatro.

art by Tiziana Gissi

Inizia lo spettacolo, e nel silenzio più profondo, iniziano le musiche meravigliose.

Bea è ipnotizzata dal palcoscenico e a mano a mano che si susseguivano i personaggi ne resta sempre più incantata.

La magica atmosfera della notte di Natale, gli invitati, i bambini, i regali, e poi lo schiaccianoci a forma di soldato che viene donato a Clara dal mago.

Allora entra completamente nel sogno, lo fa diventare realtà.

E lei la protagonista, ora, lei, la giovane Bea che danza e vive in quel sogno.

La fata Confetto, la cioccolata, il the, il caffè la danza dei flauti e delle trombe, la battaglia tra i topi ed i soldati del principe Schiaccianoci.

E come in tutte le favole il lieto fine è d’obbligo. L’esercito del principe sconfigge quello dei topi. E Bea si sveglia.

Era stato un sogno?

Si ma nei suoi ricordi ci saranno sempre il principe Schiaccianoci, la fata confetto, i fiori, le farfalle e gli uccellini oltre la sua meravigliosa danza.

amore

Penso che non si possa credere che un uomo vi “appartenga” solo facendolo partecipe dei vostri orgasmi.
Non credo nemmeno che lo sia quello che dice “ti amo” visto che siamo nell’epoca dell’uso e dell’abuso delle parole “ti amo” e “ti voglio bene”…
È nella mente che alberga il desiderio…
Il desiderio di vedere quella persona, di sentirla, di abbracciarla, guardarla, o semplicemente di ascoltarla parlare…
Il desiderio è per quella sola persona, perché non basta un attimo per starle vicino e il desiderio si perpetua nei ricordi e nel voler continuare ad averla per sé…
È nel letto invece che albergano le voglie, spesso effimere, che una volta soddisfatte spesso si concludono rapidamente…
Una voglia una volta soddisfatta spesso si elimina con una doccia…
Un desiderio invece non si accontenta, non è per tutti e spesso non si sazia mai!

lefevre
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Pensiero del cuore

«Non amate mai una creatura selvatica, signor Bell. Non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuole bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo. E sarà questa la vostra fine, signor Bell, se vi concederete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo».
Truman Capote,

“Colazione da Tiffany”

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Arte in giro a Napoli 💙

https://www.napolitoday.it/cultura/fuga-dal-museo-statue-mann.html

Una mostra davvero particolare che si svolge tra le strade e le piazze della bellissima Napoli! Amore e psiche che si baciano tra le foglie del giardino…venere che si affaccia per stendere il bucato….insomma l’arte classica che si fonde nella vita quotidiana di ognuno di noi per portare bellezza. Cosa volere di più?? Semplice leggete il link e…stupitevi! 😊

No violenza sulle donne

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Un’artista ferita ed umiliata fu la grande Artemisia Gentileschi, violentata all’età di diciotto anni, nonostante l’umiliazione subita, le torture per dimostrare la sua innocenza da donna si rialzò e continuò ad affrontare la vita con coraggio e a testa alta. In molti quadri rappresentò se stessa vincendo contro uomini violenti. L’opera in esame è “Giuditta che decapita Oloferne”. Olio su tela realizzato fra il 1612-13 conservato nel Museo nazionale di Capodimonte.
L’amore NON è violenza, l’amore NON è sofferenza.
La vita NON ha prezzo.

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