I carboni

No Comments

 

I carboni

 

Il carbone è probabilmente il materiale più antico usato dall’uomo per disegnare, basti pensare ai ritrovamenti di arte rupestre nelle caverne! Certamente sono opere semplici, realizzate con pochi tratti ma incisivi.

Arte rupestre caverne di Lascaux

In passato i pittori preparavano da soli i carboncini tenendo presente che la “durezza” variava a seconda del legno utilizzato; per schizzare usavano un carboncino molto morbido e friabile, la fusaggine, che lasciava molta traccia sulla carta o sulla tela e poteva essere rimosso facilmente. Dopo il fissaggio terminavano con il carboncino di nocciolo molto duro per definire i dettagli.

Questa tecnica non permette una definizione sottile e precisa come per la matita grafite perché il tratto è largo ed intenso.

Con il termine carboncini rientrano altri strumenti:

  • Il carboncino
  • Il carbone pressato
  • La fusaggine
  • La sanguigna
  • La barretta Contè

 

La matita carboncino

 

Si presenta come la matita tradizionale con la differenza di essere leggermente più grossa in quanto la mina grafite è sostituita dal carbone pressato, di diversa durezza permette di eseguire lavori molto raffinati, in genere viene utilizzato per la ritrattistica.

Studio testa di leda. Leonardo Da Vinci.

 

In generale si può utilizzare con tutte le tecniche pittoriche poiché la sua consistenza legata da un componente grasso le permette di non “sbiadire” del tutto dal supporto.

Si preferisca utilizzare una carta ruvida o semi ruvida a seconda dell’effetto che si vuole ottenere, più o meno sgranato. Provate anche la carta pacco dalla parte ruvida oppure la carta da cucina … si possono ottenere effetti interessanti. Non è indicato il foglio liscio o la carta trasparente da ricalco perché il pigmento scivola!

Ricordatevi di temperare spesso la matita per mantenere uniformità di tratto e per rifinire i dettagli.

Il carboncino pressato

Si presenta in barrette cilindriche come le matite, la polvere ricavata da legni speciali viene compressa e legata da un debole collante, il pigmento nero molto intenso è identico a quello della matita carboncino. Può variare il colore a seconda del collante utilizzato per cui tenderà al marrone se è gomma arabica, all’ azzurro se da un collante di origine vegetale. La differenza è per ricordare che il colore più freddo, il blu, conferisce una sensazione di profondità mentre un tono più caldo, il marrone, dà un’idea di superficialità.

Il carboncino è uno strumento per mani decise, sicure, per evitare troppe cancellature che rovinerebbero il risultato finale dell’opera.

Potete sfumarlo con l’apposito sfumino, con uno straccio, le dita o per superfici che richiedono una grande campitura con il palmo della mano.

Come sempre provate a disegnare con il carboncino, sono facilmente reperibili sia in cartoleria che nei negozi di belle arti ma soprattutto  non abbiate timore di esprimervi al limite farete arte rupestre, lo dico sempre ai bambini durante i laboratori!!!

Buon divertimento!

Categories: Tecniche pittoriche

Lascia un commento