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"Un caffè tra le nuvole" rubrica d'arte

Vincent ci manchi!

Campo di grano con volo di corvi
olio su tela

Oggi ricorre la scomparsa del grandissimo pittore Vincent Van Gogh. Uno dei miei artisti preferiti, da piccola alle scuole medie nell’ora di educazione artistica la professoressa per farci imparare “la quadrettatura” ci chiese di scegliere un quadro dal libro di testo e copiarlo. Io scelsi ” Il campo di grano con volo di corvi” perchè rimasi colpita dal colore giallo, dalla forza e dall’energia che traspariva dal quadro! Molte volte, ancora oggi penso a quanto abbia sofferto durante la sua vita, sia artistica che privata…finire i suoi giorni in ospedale da solo non lo si augura a nessuno. I suoi quadri del periodo di Arles sono tristi, spenti, comunicano rassegnazione in chi li guarda,Così diversi da altri pieni di forza e voglia di sperimentare, in fondo a Vincent sarebbe piaciuto condividere la passione per la pittura con altre persone! Una sua frase recita “non vivo per me ma per la generazione che verrà”. A distanza di 130 anni ci emoziona, piace ai più piccoli che nei suoi quadri trovano una valvola di sfogo creativo, ecco si…Vincent è il pittore più amato dai bambini, posso affermarlo con certezza per esperienza diretta!
Dipingeva le espressioni del cuore con la forza della passione per l’arte. Ciao Vincent sei sempre con noi!

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Protagonista di una storia!

La mia cara amica Milena Ziletti, bravissima scrittrice, mi ha reso la protagonista di una sua storia! Una grande emozione ringraziandola del gentile pensiero e delle parole di stima per i miei lavori vi invito a leggere il racconto.

“Conosco Tiziana solo da Facebook, la sua vena artistica e generosa mi ha regalato disegni bellissimi per i miei racconti” Milena Ziletti.

Si racconta che, in un tempo molto lontano, un bellissimo principe fu trasformato in rospo dalla solita strega cattiva. La storia non cambia mai, purtroppo. Fu un rospo fortunato in quanto trovò un bellissimo stagno in collina, dove tutto il paesaggio sembrava magico. Aspettò anni che la bella principessa passasse e lo baciasse, ma non avvenne mai. Passò il tempo e il rospo divenne vecchio e grasso, brontolone con le cicale che facevano troppo rumore, con le zanzare che volavano a pelo d’acqua, ogni cosa lo infastidiva, ormai era solo un vecchio e grasso rospo brontolone che aveva perso la speranza.
Quel giorno di fine primavera, la bella Tiziana, munita di album e matite colorate si incamminava canticchiando per il sentiero che portava allo stagno. I fiori che bordavano il viottolo aprivano le loro corolle al suo passare, per mostrare i loro colori e la loro bellezza, cose che ai suoi occhi di artista non sfuggivano.
Tiziana fu attratta dallo stagno e decise di fermarsi per fare un disegno del posto. Aguzzò le orecchie e sentì il vecchio rospo brontolare con tutto e con tutti. Silenziosamente si avvicinò e lo vide con le zampe gonfie immerse nell’acqua in cerca di refrigerio. Si commosse alla vista di quell’essere, avrebbe voluto accarezzarlo ma… una splendida e dolce libellula, col suo volo silenzioso e artistico si posò proprio sul naso del rospo. Quello si inalberò e aprì i suoi grandi occhi per spaventarla, ma lei rimaneva lì, con le sue ali trasparenti a fare da ventaglio a quel brutto muso arcigno. Tiziana si avvicinava silenziosamente e sul suo blocco schizzava quello che stava vedendo. Era una storia d’amore fra il rospo e la libellula silenziosa che riempiva i fogli bianchi. Il rospo alzò lo sguardo e la vide, capì che quella era la sua principessa, la predestinata, quella che col suo bacio… provò un brivido di piacere, finalmente il tempo dell’attesa era finito. Tiziana allungò la mano per accarezzarlo e la libellula mosse delicatamente le sue ali. Il rospo era indeciso: seguire la libellula che lo aveva fatto innamorare o lascarsi baciare dalla bella principessa? Avrebbe voluto saltare sulla mano di Tiziana e farsi baciare, ma ormai era troppo vecchio per riuscirci. Strizzò uno dei suoi grandi occhi a Tiziana e le disse “peggio per te, dovevi arrivare prima” e con un goffo balzo rincorse la libellula che la stava aspettando.

Arte rupestre

arte rupestre

Fanno parte di quest’arte le pitture realizzate all’interno di grotte proprio perchè l’uomo primitivo si rifugiava all’interno per trovarvi protezione dalle intemperie e dalle belve feroci. L’uomo primitivo usava scegliere con attenzione la supeficie da colorare, sfruttando le asperità e le protuberanze della parete rocciosa per dare una sorta di “movimento” agli animali che disegnava. Credeva che disegnando gli animali, in genere commestibili, come per magia, li potesse aiutare a catturarli. Usava come materiali terre colorate macinate, ocra, marrone, rossa, mischiate a grasso animale o al sangue dello stesso come legante. Per dipingere utilizzava dei ramoscelli morbidi e appuntiti insieme a ciuffi di pelo animale oppure disegnava il soggetto con del carbone e lo colorava con le dita. Famose sono le caverne in Francia di Lascaux in Dordogna. risalenti all’epoca paleolitica.

ogni nuovo mattino uscirò per strada a cercare i colori

Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo
accompagna il mattino.

Son lontani i mattini che avevo vent’anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le striscie di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo-una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni
ora è come quel pianto non fosse mai stato
.
E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore-perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d’esser io: gettando un’occhiata,
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori. Cesare Pavese

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Segnapagine

Per realizzare il segnapagine occorre:

  • nastro di gros o di raso
  • colla vinilica
  • forbici

Un lavoretto facile e veloce per personalizzare con un semplice nastro un diario, un quaderno degli appunti è super facile e veloce credetemi!! Allora prendete la misura del quaderno con il nastro avendo cura di lasciare la punta che avrete tagliato ad angolo fuori per due centimetri circa. Il capo del nastro fissatelo sul retro del quaderno con un punto di colla vinilica….Fatto!!!😊

Si riparteeee

Da oggi si riparte con una nuovo modo di vivere o meglio imparare a convivere con il coronavirus che ci ha davvero stravolto la vita. Nulla sarà più come prima ma mi auguro che nonostante tutte le difficoltà non venga a mancare l’amore, la solidarietà e la speranza di un futuro positivo. Non voglio abbruttire la mia anima con la negatività…si deve provare a sorridere anche se in alcuni momenti sembra impossibile.

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