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La piccola lucciola

art by Tiziana Gissi

In un tempo lontano lontano vicino al lago tranquillo sorgeva il castello di cucurucù abitato dalla strega cattiva che si chiamava Trespolo.

Anche una piccola lucciola viveva felice in riva a quel lago.

Tutti la conoscevano e le erano amici, i fiori, le farfalle, gli uccellini, le fate ed i folletti del bosco. Ma… c’era un ma, una volta l’anno la strega Trespolo si recava al castello per preparare i suoi filtri magici.

Trespolo, come tutte le streghe, era dispettosa e cattiva. E tutti coloro che abitavano in riva al lago dovevano sopportare le sue angherie ed i suoi dispetti.

Questa volta a bordo della sua carrozza volante trainata da pipistrelli giganti oltra al gufo malefico ad al serpente strisciante, aveva portato anche il drago sputafuoco che, mentre la strega era intenta a preparare i suoi intrugli approfittava per andare in giro sulla riva del lago tranquillo disturbando con il suo fumo tutti quelli che incontrava. Tra gli altri anche la piccola lucciola che tante volte era riuscita a fuggire prima di essere sporcata dal fumo del drago.

art by Tiziana Gissi

Quel giorno sputafuoco era più dispettoso del solito buttava fumo ogni secondo e questa volta la piccola lucciola non riuscì a ripararsi e venne imbrattata senza pietà. Lucciolina piangendo si rivolse a lui dicendogli: Drago, perché sei cosi cattivo, hai sporcato le mie alucce ed io adesso non potrò più volare e diffondere la mia luce, povera me, povera me.

Lucciolina per la vergogna corse a nascondersi sotto una rosa muschiata che le chiese: Ma dove ti sei rotolata lucciolina? Nella polvere? Lucciolina le rispose tra i singhiozzi: no amica mia è stato il drago sputafuoco che mi ha sporcata con il su fumo nero.

Lucciolina piange disperata e chiede aiuto ai fiori, alle farfalle, all’arcobaleno perché le regalino un po’ dei loro colori, ma la fuliggine che la ricopre è spessa e non su può fare nulla.

Allora lucciolina si nasconde tra l’erba e piange.

Passa di là un folletto del bosco, la sente piangere, le si avvicina e le chiede il motivo di quel pianto. Lucciolina gli racconta che il drago con il suo fumo nero ed appiccicoso l’ha ridotta cosi. Il folletto le dice che le terrà compagnia finché vorrà.

Passano i giorni e Lucciolina sempre più triste, è seduta sotto una campanula.

D’un tratto la bella fata Confetto che passava di la le si avvicina e le chiede perché sia così triste. Lucciolina allora, le racconta che a ridurla così è stato il drago, amico della strega che abita nel castello in riva al lago Tranquillo. E che cosi imbrattata non può più volare e diffondere la sua luce.

La fatina sorridendo le dice: Non disperarti, adesso di aiuterò io. Per prima cosa liberiamo il castello dalla strega e dal drago e cosi con un colpo di bacchetta magica scaraventa l’una e l’altro in fondo ad un burrone. E li ricopre di roccia. Poi chiama gli uccellini e farfalle perché immergano lucciolina nelle acque del lago, tenendola sospesa delicatamente perché non anneghi.

Così lucciolina torna pulita e lucente com’ era prima. Adesso il castello incantato poteva ospitare fate, folletti uccellini e farfalle.

La gioia e la riconoscenza verso la fata e il lago erano infinite, Lucciolina li ringraziò e promise al lago che per riconoscenza lo avrebbe illuminato per sempre.

Tu mi hai lavato con amore, gli disse: e con amore t’illuminerò per sempre.

Questa favola c’insegna che se alcuni non vogliono e non possono aiutarci. Troveremo sempre qualcuno che lo farà. E a questi dovremo essere grati per sempre.

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